Stiamo insieme da tre anni. Lei è giovane, carina, ha le linee al posto giusto e soprattutto tanta voglia di camminare. Lei mi si è affezionata e questo mi fa molta tenerezza ma purtroppo, vuoi perché non ne ho mai sentito veramente il bisogno, vuoi perché è stato un incontro combinato da mia madre... mi dispiace dirlo, ma sento di non provare quello che lei prova per me.
Lo so, non sono un bravo compagno: dovrei starle più vicino, capirla, ascoltarla, ma che ci volete fare? Sto meglio da solo, non c'è che dire. Le do giusto quel che serve: la porto a fare un giretto, un pranzetto o una cena veloce di tanto in tanto... ma niente di più. So che lei si accontenta di poco eppure non ascolto i suoi desideri, non penso mai a lei e quelle poche volte che sono le sono dentro... mi girano i coglioni. Si, perché è vero che è una di poche pretese e che si accontenta di poco, ma è anche una molto promiscua, adora farsi guardare... Le piacciono le ammucchiate. Al solo pensiero di infilarmi dentro di lei, con tutti quelli che ti guardano e ti stanno addosso, preferirei montarmi da solo una cucina Ikea senza il foglio delle istruzioni. Per la cronaca, so a malapena avvitare una lampadina.
Ultimamente ci vediamo sempre più raramente. Ma non demorde. Eppure sto talmente poco con lei che, pur di sgranchirsi le gambe, ha cominciato a girare da sola. C'è chi giura di averla vista farsi fare la ceretta dalle massaggiatrici cinesi di via del Pigneto. Strano - ho pensato - quella è zona pedonale, non è il posto più indicato per una Yaris.
(2010, Jordan Ship)
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